Implantologia PDF Stampa E-mail

L'implantologia è la disciplina che si avvale dell'utilizzo di viti in titanio (impianti) per la sostituzione dei denti mancanti. Grazie all'implantologia si possono realizzare protesi fisse in pazienti in cui la quantità  e la tipologia di denti persi non permetterebbe di farlo con tecniche classiche; protesi fisse o rimovibili stabili in pazienti che hanno perso tutti i denti; sostituire denti singoli perduti senza dover limare gli elementi adiacenti, come avviene invece nei lavori di protesi fissa tradizionale.

Sono candidabili all'implantologia tutti i pazienti che hanno ultimato la loro crescita e che non presentino controindicazioni assolute come il diabete scompensato e l'utilizzo di determinati tipi di farmaci.

A livello locale, prima del posizionamento di un impianto viene sempre valutata la sede ossea che deve accogliere la vite, per determinare se la quantità e la morfologia dell'osso disponibile siano sufficienti o se invece occorre affiancare all'implantologia delle procedure di rigenerazione ossea.

CASO 1

Sostituzione del primo premolare superiore di destra (dente 1.4) estratto per frattura verticale con impainto winsix e corona in metallo ceramica.

 

CASO 2

Caso di edentulia totale (estratti i due residui di radice presenti) risolto con:
overdenture con attacchi a palla arcata superiore
12 elementi di protesi fissa in metallo-ceramica inferiore caricate su n∞ 10 impianti winsix (4 arcata superiore, 6 arcata inferiore)



CASO 3


FAQS


In cosa consiste la parte chirurgica dell'implantologia? E' doloroso?

Che tipo di radiografie devo fare per valutare se posso fare implantologia?

Cosa si intende per osteointegrazione?

Quanto tempo trascorre tra l'intervento e la protesi definitiva?

Cosa s'intende per “carico immediato”?

Esiste il rischio di “rigetto”?

Non posso fare implantologia perchè soffro di osteoporosi, è vero?

Ho letto su Internet di “vacanza con  impianto e protesi in giornata” nell'Est Europa, posso fidarmi?


Viene scollato un piccolo lembo per esporre il tessuto osseo, si prepara il sito osseo, si posiziona l'impianto e si sutura il tessuto. Non è affatto doloroso perchè il tutto avviene sotto anestesia locale come per una semplice estrazione dentaria. Il post-operatorio viene gestito con farmaci antibiotici e antidolorifici che limitano al minimo i disagi nei giorni successivi. Esiste in una selezione di casi la possibilità di inserire l'impianto direttamente attraverso la gengiva senza dover scollare alcun lembo, secondo la tecnica “flapless”. E' l'implantologo a valutare se esistono i presupposti per adoperare questa tecnica.


E' opportuno sottoporsi sempre a DentaScan, cioè a una TAC dell'arcata su cui si prevede di posizionare gli impianti, in modo da avere una visione tridimensionale dell'osso e delle strutture anatomiche vicine.

 


Si intende il raggiungimento di un contatto intimo tra osso e impianto senza interposizione di tessuto fibroso. E' come se alla fine essi fossero anchilosati. Questo processo è essenziale affinchè l'impianto possa essere sottoposto ai carichi masticatori e la protesi definitiva venga realizzata.

 


Dipende da vari fattori legati al tipo di impianto e alla zona in cui esso viene inserito. Le tecniche tradizionali prevedono circa 3 mesi di attesa per l'arcata inferiore e 4 per quella superiore. Le nuove conoscenze sul “carico immediato” sono in grado di ridurre notevolmente queste attese.

 

In alcuni casi è possibile procedere in giornata alla realizzazione di una protesi provvisoria. Questo è possibile quando gli impianti sono in un numero o in una posizione tale che consentano di sottoporli subito al carico.


No, esiste il rischio di fallimento dell'impianto, stimato da studi recenti in percentuali ben al di sotto del 10%, ma non di rigetto. Il rigetto è un concetto che ha a che fare con i trapianti,  quando il corpo riceve organi marchiati come estranei, mentre il titanio degli impianti è assolutamente compatibile con l'organismo umano. Il fallimento dell'impianto può dipendere invece  o da infezioni o da un carico precoce o scorretto.

 


No, a meno che la sua osteoporosi non sia trattata con farmaci appartenenti alla categoria dei “Bifosfonati”. L'uso dei bifosfonati è una controindicazione al trattamento implantare che, sebbene non assoluta (il suo peso va valutato caso per caso), non deve tuttavia essere trascurata.

 

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